Bancarelvino a Mulazzo

Bancarelvino a Mulazzo

3 giorni dedicati a Bacco

Bancarelvino Mulazzo
Bancarelvino Mulazzo

La viticultura della Lunigiana, fino a non molto tempo fa veniva definita eroica.

Ed era effettivamente eroica, anzi di più…doppiamente eroica.

Infatti se chi coltivava quei piccoli appezzamenti con scarsità di attrezzature doveva assoggettarsi a fatiche inumane, veri e propri atti di eroismo non minore era il sacrificio richiesto a coloro che erano destinatari di queste uvacee spremiture.

Tanto è vero che a quei tempi, quando bar e cantine mescevano quasi esclusivamente vini locali, non risultava difficile dopo il primo assaggio individuarne direttamente il produttore…purtroppo dai difetti che lo caratterizavano.

Ognuno con la propria particolarità, questo è indiscutibile: c’era quello privo di struttura, quello che aveva un retrogusto amaro, quello che sapeva di zolfo. Tutti peraltro accomunati da una certa torbidità.

Il Bancarelvino

Fu nell’ormai lontano 1983 che alcuni visionari, amanti del territorio, si resero conto che un panorama enologico tanto variegato non traeva i suoi aspetti negativi da una cattiva qualità del prodotto di base.

Tutt’altro, la ricchezza varietale, con cloni, sfuggiti alla omogeneizzazione che stava pervadendo zone vitivinicole più evolute, era una ricchezza.

Che si trattava di agire sul fattore umano, sulle tecniche.

Quelle da adottare in vigna ma anche in cantina.

Ed il modo che individuarono per ottenere risultati, che neppur loro speravano potessero essere quelli effettivamente raggiunti, fu, per quel tempo, molto innovativo, ludico, giocoso: una 3 giorni dedicata ad assaggiare vini, parlare di loro, con chi di vini scriveva, premiare infine chi cominciava a distinguersi per qualità.

Nasceva così il Bancarelvino, una manifestazione di successo che oggi compie 34 anni.

Vini di qualità

Da allora, ed anche grazie a questa iniziativa, la viticultura Lunigianese di strada ne ha fatto molta.

Sicuramente è rimasta eroica per ciò che riguarda i produttori mentre per i consumatori l’eroismo si è trasformato in piacere.

Quello di un ventaglio estremamente ricco di prodotti, alcuni insigniti della DOP come i vini di Candia e quelli dei colli di Luni.

Altri della IGP come quelli della Val di Magra.

Vitigni semiabbandonati oggi riscoperti anche nei loro ideali abbinamenti: la durella con il testarolo, la pollera con l’agnello di Zeri, per citare solo quelli più conosciuti.

Adesso quindi la Lunigiana, che terra di buon cibo lo è sempre stata, può vantarsi di vini che accompagnandoli non sfigurano affatto: salute e …grazie Bancarelvino!