Gli scavi di Luni

Gli scavi di Luni: un pezzo di storia vicino all’Eremo Gioioso: 

B&B vicino a Luni

Gli scavi di Luni sono all’interno di una interessante zona archeologica a breve distanza da B&B Eremo Gioioso.

Queste le indicazioni:

imboccare la autostrada a Pontremoli direzione Livorno.

In 15 minuti raggiungete l’uscita di Sarzana.

Qui seguire indicazioni per Marinella di Sarzana (V.le XXV Aprile).

Alla prima rotonda in V.le XXV aprile prendere la 3 uscita verso Luni Mare.

Poche centinaia di metri oltre Luni Mare vi aspetta il fascino di Luni antica.

Gli scavi di Luni: sito archeologico
Gli scavi di Luni: sito archeologico

Il nome Lunigiana

La storia della Lunigiana è complessa e affascinante. Il suo dipanarsi ha inizio in un luogo, la città romana di Luni, dal quale, com’è facilmente intuibile, deriva anche il toponimo “Lunigiana”.

Dopo secoli di abbandono, oggi questo luogo è visitabile e ci racconta molto su di noi, attraverso il suo anfiteatro, i suoi mosaici,  le sue botteghe.

Luni e la Lunigiana

Invero, il rapporto fra Luni, un tempo caposaldo romano, e la Lunigiana non si limita al nome.

All’inizio è stato burrascoso, cruento come pochi: prima caratterizzato dalla guerra e poi dalla deportazione in massa dei riottosi Liguri-Apuani, sradicati e tradotti nel Sannio.

Una deportazione vendicativa, alimentata dalla rabbia per una guerra protrattasi per lungo tempo, con alterne vicende, fra le quali una disfatta clamorosa subita dal console romano Quinto Marcio Filippo.

Quest’ultimo, nel 186 a.C., attirato astutamente nelle strette valli del Gordana, vide decimare le sue legioni con l’uccisione di circa 4000 militi.

Uno schiaffo che l’esercito più potente del tempo affrontò, riorganizzandosi per affrontare, ancor più numeroso, un nemico tanto tenace.

E non senza fatica, dopo ulteriori 6 anni impiegati nelle operazioni belliche, riuscì ad ottenere la tanto agognata e definitiva vittoria.

Non di meno gli apuani, malgrado la sconfitta e l’atroce punizione, in tale temperie rafforzarono il proprio senso di identità ed appartenenza che tuttora permane. “Noi della Lunigiana”, infatti, è frase ricorrente, pronunciata con orgoglio.

La Lunigiana ai tempi del Vescovo di Luni

Del resto, popolo e territorio, in seguito, ebbero anche una propria configurazione istituzionale sotto il dominio della Diocesi di Luni, e del suo vescovo che ne era anche il feudatario.

La sua giurisdizione si estendeva da Levanto alla Versilia e, all’interno, comprendeva la valle del Magra e quella del Vara.

Ancor oggi, a questo territorio si richiamano quanti chiedono che con l’unificazione degli antichi possedimenti, oggi divisi fra Massa, Lucca e La Spezia, si vada a ricostituire una Lunigiana dotata di propri organi elettivi di amministrazione.

Una richiesta alimentata emotivamente anche dal fascino di un passato che, rispetto al presente, si configura come un’età dell’oro.

Luni, infatti, è stata una città ricca. Snodo di vie di comunicazione importanti con un porto in grado di alimentare traffici verso tutto il mondo allora conosciuto.

La vicinanza delle cave di marmo di Carrara, poi, ne ha enfatizzato il ruolo in un periodo in cui tale materiale impiegato copiosamente rappresentava il simbolo dello splendore di Roma.

E non di meno lo stesso marmo di Carrara era presente in tanta parte degli edifici pubblici e privati presenti nella stessa città di Luni.

Spogliata nei secoli dei suoi elementi più importanti oggi, comunque, la zona degli scavi è in grado di fornirci importanti indicazioni sul nostro passato e merita senz’altro una visita.

Gli scavi di Luni

All’interno della zona archeologica è stato realizzato un museo con un ambiente dedicato alle statue in marmo ed alla ritrattistica.

Inoltre vi è anche uno spazio in cui è possibile seguire un percorso organizzato cronologicamente ed in cui sono esposte monete ed oggetti di uso comune.

Nella parte sottostante il museo, poi, possono essere visti elementi decorativi e architettonici dell’antico capitolium.

Di seguito, quindi, senza trascurare la suggestiva casa dei mosaici, la visita prevede un percorso in cui si incontrano in successione il grande tempio, il lapidario lunense, il capitolium, la Domus degli affreschi, il tempio di Diana, l’anfiteatro ed altro ancora.

La pubblicazione realizzata dalla soprintendenza ligure

in merito agli scavi di Luni

Il tutto è ancor meglio descritto nella pubblicazione realizzata dalla soprintendenza per i beni archeologici della Liguria.

la zona degli scavi di Luni
la zona degli scavi di Luni

visitare gli scavi di Luni

visitare gli scavi di Luni

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