Pieve di Sorano

Sorano: la PieveSorano: la Pieve

La Pieve di Sorano: molto si è discusso sul toponimo che indica il luogo in cui sorge questo edificio.

Origine del toponimo

Sorano: difficile da interpretare se preso a se stante, appare quasi evidente inserendolo nel contesto storico in cui si è originato: il I secolo a.C.

Datazione confermata da diversi ritrovamenti archeologici avvenuti in quell’area.

Sorano quindi non ha origini particolarmente complicate da dedurre.

Deriva direttamente dal latino Soranus e sta ad indicare un cittadino della città di Sora.

Una antica città, oggi in provincia di Frosinone, conquistata dai romani intorno al 300 a.C.

In questo periodo infatti, per la precisione nel 89 a.C., a Roma, era stata promulgata la lex Plautia Papiria.

Un provvedimento che aveva esteso la cittadinanza romana a quasi tutti i cittadini italici che, in tal modo, acquisivano anche la possibilità di accedere alle magistrature.

Questa concessione era avvenuta a conclusione di una guerra sociale che per tre anni, dal 91 all’88 a.C., tanti grattacapi aveva creato all’esercito romano.

In vari luoghi periferici furono quindi inviati magistrati che avevano acquisito questo nuovo status.

Peraltro, complice il desiderio di Roma di enfatizzare questa misura tesa a rendere più coeso l’impero, sovente essi erano indicati utilizzando, invece del nome, il luogo di provenienza.

Nel vicus della piana di Filattiera venne inviato un cittadino di Sora: Soranus, appunto.

Ovviamente, essendo questi fatti riferibili ad una data antecedente la nascita di Cristo, in quel luogo, non poteva insistere un edificio con la funzione religiosa che andò poi assumendo nel tempo.

Del resto, cosa confermata dai ritrovamenti di numerose statue stele, questo vicus faceva parte di un più esteso pagus, nel quale, da millenni, si adoravano divinità pagane, il cui culto fu contrastato fino all’ VIII secolo d.C.

Si trattava probabilmente di eroi e personaggi locali divinizzati per le loro virtù, che a quel tempo erano soprattutto identificate nella forza, nel coraggio e nella capacità di sconfiggere i nemici.

Una gloria che, secondo la più accreditata interpretazione in merito alle statue stele, veniva riconosciuta proprio dedicando loro questi lapidei monumenti, rinvenuti in maniera copiosa sia a Sorano che nel territorio circostante.

Quella che conosciamo come Pieve di Sorano era probabilmente un edificio, quali erano soliti realizzare i romani, da utilizzarsi come luogo di riunioni pubbliche e deputato anche a risolvere le controversie giudiziarie.

Architettonicamente, tali costruzioni erano caratterizzate da una navata centrale rialzata, illuminata attraverso le finestre ricavate nella sua parte superiore.

Probabilmente sorto in concomitanza con una fattoria e successivamente integrato, dai bizantini o dai longobardi, con una torre di avvistamento ed altre edificazioni difensive.

La Pieve di Sorano

La Pieve di Sorano, come edificio di culto, venne eretta intorno al ‘700, sulle rovine del precedente insediamento.

lapide di Leodegar rinvenuta a Sorano
lapide di Leodegar rinvenuta a Sorano

Fautore di questa costruzione fu il vescovo di Luni, forse identificabile addirittura con il Leodegar distruttore di idoli, menzionato in una lapide presente nella chiesa.

Dove viene lodato per la sua decisa attività tesa allo sradicamento delle persistenti credenze pagane.

Da lì a poco, la struttura, che era anche adibita alla raccolta delle decime dai contadini, subì un progressivo abbandono legato al mutare di alcune condizioni economiche.

Pieve di Sorano ante recupero
Pieve di Sorano ante recupero

Però, ancora una volta, intorno al 1200, nei suoi confronti si riaccese l’interesse che suggerì di ricostruirla, poco difforme da come oggi la vediamo.

Nel 1605, a testimonianza di una ripresa vitalità, venne anche arricchita con la realizzazione di un elegante battistero.

Nuovamente lasciata in abbandono, intorno al 1700, questa volta a causa di una mutata distribuzione demografica sul territorio, è stata infine perfettamente recuperata pochi decenni or sono.

la Pieve di Sorano
la Pieve di Sorano

La Chiesa di impianto romanico è composta da 3 navate e 3 absidi.

Una caratteristica che la distingue da tutte le altre pievi romaniche presenti in Lunigiana in cui sono presenti solo 2 absidi mentre nello spazio del terzo, solitamente, si inserisce la torre campanaria.

interno pieve di Sorano
interno pieve di Sorano

Le navate sono divise da quattro colonne per parte, sormontate da spogli capitelli e, particolare curioso, sopra la prima colonna di sinistra è scolpita la figura di un

Pieve di Sorano: figura infantile che mostra i genitali
Pieve di Sorano: figura infantile che mostra i genitali

bambino che espone, ben evidenziati, i suoi attributi sessuali.

Probabilmente si tratta di un simbolo teso ad indicare la funzione battesimale della chiesa.

All’interno dell’edificio poi sono conservate due statue stele in non perfette condizioni. Si presume che siano state danneggiate in occasione della campagna di sradicamento degli idoli pagani della quale fu alfiere il già ricordato Leodegar.

La muratura esterna presenta incongruenze sia nelle geometrie sia nell’impiego dei materiali dove troviamo parti di costruito in cui si alternano sassi di fiume e conci di diverse misure.

Tutto ciò lascia supporre che già nel ‘700 quando venne realizzato l’edificio originario la sua costruzione sia stata condizionata da altri edifici esistenti.

Uno di questi è certamente l’odierna torre campanaria, al tempo più bassa e, probabilmente, adibita a funzioni di avvistamento.

Un altro, quasi certamente un edificio con funzioni militari del quale è stata inglobata parte della muratura.

Comunque, pur se qualche aspetto merita ancora di essere approfondito, una cosa è certa: la storia d’Italia è passata da Sorano con molti dei suoi protagonisti: romani, bizantini, longobardi, Malaspina e la Pieve è la suggestiva testimonianza di un passato plurimillenario che non finiremo mai di scoprire del tutto.