Via Francigena in bicicletta

La Via Francigena in bicicletta: bicifrancigena

2 tracciati della bicifrancigena: quale scegliere.

Da poco tempo esiste anche un tracciato della Via Francigena in bicicletta.

percorso ufficiale Via francigena in bicicletta
percorso ufficiale Via francigena in bicicletta

Passa proprio vicino al B&B Eremo Gioioso.

In quel tratto che dal Passo della Cisa conduce a Pontremoli e viceversa.

In verità di questi percorsi ne esistono 2.

Il primo licenziato ufficialmente dalla Regione Toscana.

Via Francigena in bicicletta: ciclisti all'Eremo Gioioso
Via Francigena in bicicletta: ciclisti all’Eremo Gioioso

Il secondo invece è stato identificato per fornire un’alternativa meno impegnativa a coloro che amano la bicicletta ma hanno meno capacità di stringere i denti sui pedali.

Ognuno dei due percorsi racchiude aspetti positivi e criticità.

Differenze fra i 2 tracciati della Via Francigena in bicicletta, nel tratto Passo della Cisa Pontremoli

Vediamoli.

Il primo, appena superato il Passo della Cisa, prevede che si imbocchi la deviazione che conduce a Gravagna.

Dopodichè su una strada asfaltata ma, all’interno di un vario e spettacolare contesto naturale, accompagna il ciclista nell’attraversamento della bella Valdantena, ricongiungendosi poi con la strada statale62, in prossimità del borgo di Mignegno, alle porte di Pontremoli.

Il secondo, invece, è sicuramente meno suggestivo ed anche più pericoloso.

Interamente identificato con la strada statale 62, non di rado, costringe i ciclisti a condividerne il percorso con i centauri che lungo quei tornanti sono usi misurare le proprie capacità.

A suo favore dobbiamo ammettere che, per quanti percorrono questa tappa in direzione opposta a quella normalmente praticata, quindi da Aulla al Passo della Cisa, su di un percorso leggermente più lungo, anche le pendenze risultano meno ardue da affrontare.

Del resto il tracciato della Via Francigena in bicicletta, così come quello da percorrersi a piedi, non ha un fondamento indiscutibile. Certo e incontrovertibile.

E qui è opportuno ribadire un concetto già chiaro a tutti coloro che hanno confidenza con le tematiche inerenti la via Francigena.

Le varianti lungo la Via Francigena

Al tempo in cui Sigerico scrisse il suo storico diario, a.d. 990, esistevano fasci di vie, i così detti percorsi a pettine.

La scelta di imboccarne uno piuttosto che un altro era determinata spesso da eventi contingenti.

Un guado resosi impraticabile, uno smottamento importante, una zona divenuta territorio di malviventi, etc. etc., erano gli elementi che entravano in gioco quali elementi di valutazione.

Pertanto, come oggi la conosciamo noi, la Via Francigena è una suggestione intelligente.

Non un tracciato unico e storicamente certificato. Come detto, del resto, così non è mai stato.

L’idea, alimentata anche dal successo del cammino di Santiago, è stata quella di scegliere uno fra questi numerosi itinerari e di eleggerlo, battezzandolo, a Via Francigena ufficiale.

Con particolare attenzione anche all’aspetto paesaggistico e di rivitalizzazione dei borghi periferici.

Quindi la scelta è solitamente caduta su percorsi suggestivi attraverso borghi caratteristici, ma sovente ai margini delle grosse transumanze turistiche.

In questo modo è stato possibile canalizzare copiosi investimenti, sul tracciato designato, in modo da renderlo sicuro e, per quanto possibile, ricco di servizi.

Ora non è infrequente, trovare invece l’indicazione di percorsi alternativi.

Talvolta anche forieri di generare confusione.

Cartelli che si sovrappongono. Non di rado che si contraddicono.

E’ giusto? E’ sbagliato che ciò avvenga?

Non è ne giusto ne sbagliato. O meglio, in alcuni casi è giusto ed in altri è sbagliato.

La Via Francigena fra potenzialità di crescita e ristrette visioni campanilistiche

Mi spiego meglio: dove la Via Francigena già raggiunge numeri importanti, dove si è già formata la massa critica necessaria a sostenere un tessuto di servizi ricco e variegato (ostelli, B&B, locali di ristoro, etc.) è possibile e legittimo cercare di affiancare al percorso principale una o più varianti in grado di raccogliere quello che potrebbe essere definito traffico di trabocco.

Nefasto è invece questo modo di procedere laddove la Via Francigena stenta a decollare.

Perché in tal modo si alimenta un circuito perverso: la dispersione dei pellegrini/camminatori, su più percorsi, impedisce la nascita di quel tessuto di servizi necessario ad impedire che l’esperienza della Via Francigena, in quella specifica tappa, possa assumere un aspetto penitenziale.

E, conseguentemente, il numero di coraggiosi disposti a percorrerla si riduce, rendendo difficile la nascita di nuovi servizi.

Da parte nostra, cerchiamo di non lasciarci coinvolgere in scelte che talvolta contengono elementi di vera razionalità e talaltra solo campanilistiche e velleitarie rivendicazioni.

Continuiamo a fare quanto nelle nostre possibilità per per dare risposta alle esigenze di chi percorre la Via Francigena a piedi ma anche di chi percorre la via Francigena in bicicletta.

Un ospite del B&B Eremo Gioioso in procinto di affrontare la Via Francigena in bicicletta
Un ospite del B&B Eremo Gioioso in procinto di affrontare la Via Francigena in bicicletta